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Venerdì 7 Febbraio 2003, 13:44

MEDICINA: ALZHEIMER, MALATTIA AVANZA COME COLATA LAVICA

(ANSA) - ROMA, 7 FEB - Una colata lavica che porta morte e desolazione dove passa, e che distrugge sempre piu' terreno al suo avanzare. E' il ritratto dei danni al cervello causati dall'Alzheimer fotografata con la Risonanza Magnetica per Immagini (MRI). Drammatici i dati emersi dall'esame: la malattia avanza uccido ogni anno il 5-10% del tessuto cerebrale.
E' quanto rivela uno studio condotto dalla Universita' della California di Los Angeles, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Neuroscience.
''Per la prima volta - afferma Paul Thompson, coordinatore della ricerca - si e' riusciti a valutare la progressione delle lesioni sul cervello causati da questa forma di demenza senile in pazienti in vita''. In media muore il 5,3% dei tessuti l'anno, con punte del 10% nelle aree dove ha sede la memoria. Individuata anche una sequenza delle zone piu' colpite. ''Le prime ad essere intaccate - spiega Thompson - sono le regioni della memoria, seguono i lobi frontali che regolano le inibizioni e l'autocontrollo e poi quelli laterali implicati nelle emozioni''.
Dallo studio e' emerso inoltre che ci sono poi alcune parti del cervello che sembrano immuni alla malattia, come per esempio l'area visiva. ''Perche' questo accada - continua Thompson - e' pero' ancora un mistero''.
L'impatto dell'Alzheimer sul cervello e' stato valutato su 14 soggetti sani e 12 pazienti a cui era stata diagnosticata la malattia tramite i test comportamentali e cognitivi. Il campione e' stato sottoposto alla MRI ogni 3 mesi. ''La progressione dei danni nei soggetti malati - scrive Thompson - ricorda l'immagine di una colata lavica che partendo dall'area della memoria si muove attraverso il cervello distruggendo tutte le cellule che trova lungo il suo cammino''.
I ricercatori sottolineano pero' che la risonanza magnetica non e' solo uno strumento di diagnosi, ma puo' aiutare nel migliorare le cure. ''I questionari per la valutazione delle funzioni cognitive - ribadisce Thompson - rimangono l'unica arma oggi a disposizione per stabilire se un soggetto e' affetto dall'Alzheimer. Per contro con la MRI e' possibile stimare se i trattamenti prescritti riescono a frenare l'avanzamento della malattia''.
Al momento, ricordano gli esperti, le cure a disposizione possono, infatti, solo rallentare la progressione della patologia. (ANSA).

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