MEDICINA: ALZHEIMER, MALATTIA AVANZA COME
COLATA LAVICA
(ANSA) - ROMA, 7 FEB - Una colata
lavica che porta morte e desolazione dove passa, e che distrugge sempre
piu' terreno al suo avanzare. E' il ritratto dei danni al cervello causati
dall'Alzheimer fotografata con la Risonanza Magnetica per Immagini (MRI).
Drammatici i dati emersi dall'esame: la malattia avanza uccido ogni anno
il 5-10% del tessuto
cerebrale. E' quanto rivela uno
studio condotto dalla Universita' della California di Los Angeles,
pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Neuroscience. ''Per la
prima volta - afferma Paul Thompson, coordinatore della ricerca - si e'
riusciti a valutare la progressione delle lesioni sul cervello causati da
questa forma di demenza senile in pazienti in vita''. In media muore il
5,3% dei tessuti l'anno, con punte del 10% nelle aree dove ha sede la
memoria. Individuata anche una sequenza delle zone piu' colpite. ''Le
prime ad essere intaccate - spiega Thompson - sono le regioni della
memoria, seguono i lobi frontali che regolano le inibizioni e
l'autocontrollo e poi quelli laterali implicati nelle emozioni''. Dallo
studio e' emerso inoltre che ci sono poi alcune parti del cervello che
sembrano immuni alla malattia, come per esempio l'area visiva. ''Perche'
questo accada - continua Thompson - e' pero' ancora un
mistero''. L'impatto dell'Alzheimer sul cervello e' stato valutato su
14 soggetti sani e 12 pazienti a cui era stata diagnosticata la malattia
tramite i test comportamentali e cognitivi. Il campione e' stato
sottoposto alla MRI ogni 3 mesi. ''La progressione dei danni nei soggetti
malati - scrive Thompson - ricorda l'immagine di una colata lavica che
partendo dall'area della memoria si muove attraverso il cervello
distruggendo tutte le cellule che trova lungo il suo cammino''. I
ricercatori sottolineano pero' che la risonanza magnetica non e' solo uno
strumento di diagnosi, ma puo' aiutare nel migliorare le cure. ''I
questionari per la valutazione delle funzioni cognitive - ribadisce
Thompson - rimangono l'unica arma oggi a disposizione per stabilire se un
soggetto e' affetto dall'Alzheimer. Per contro con la MRI e' possibile
stimare se i trattamenti prescritti riescono a frenare l'avanzamento della
malattia''. Al momento, ricordano gli esperti, le cure a disposizione
possono, infatti, solo rallentare la progressione della patologia. (ANSA).