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| 07 Febbraio 2003
- 14:41 |
| MEDICINA:
ALZHEIMER, MALATTIA AVANZA COME COLATA LAVICA |
| (ANSA) - ROMA, 7 FEB -
Una colata lavica che porta morte e desolazione dove passa, e
che distrugge sempre piu' terreno al suo avanzare. E' il
ritratto dei danni al cervello causati dall'Alzheimer
fotografata con la Risonanza Magnetica per Immagini (MRI).
Drammatici i dati emersi dall'esame: la malattia avanza uccido
ogni anno il 5-10% del tessuto cerebrale. E' quanto rivela uno
studio condotto dalla Universita' della California di Los
Angeles, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of
Neuroscience. "Per la prima volta - afferma Paul Thompson,
coordinatore della ricerca - si e' riusciti a valutare la
progressione delle lesioni sul cervello causati da questa
forma di demenza senile in pazienti in vita". In media muore
il 5,3% dei tessuti l'anno, con punte del 10% nelle aree dove
ha sede la memoria. Individuata anche una sequenza delle zone
piu' colpite. "Le prime ad essere intaccate - spiega Thompson
- sono le regioni della memoria, seguono i lobi frontali che
regolano le inibizioni e l'autocontrollo e poi quelli laterali
implicati nelle emozioni". Dallo studio e' emerso inoltre che
ci sono poi alcune parti del cervello che sembrano immuni alla
malattia, come per esempio l'area visiva. "Perche' questo
accada - continua Thompson - e' pero' ancora un mistero".
L'impatto dell'Alzheimer sul cervello e' stato valutato su 14
soggetti sani e 12 pazienti a cui era stata diagnosticata la
malattia tramite i test comportamentali e cognitivi. Il
campione e' stato sottoposto alla MRI ogni 3 mesi. "La
progressione dei danni nei soggetti malati - scrive Thompson -
ricorda l'immagine di una colata lavica che partendo dall'area
della memoria si muove attraverso il cervello distruggendo
tutte le cellule che trova lungo il suo cammino". I
ricercatori sottolineano pero' che la risonanza magnetica non
e' solo uno strumento di diagnosi, ma puo' aiutare nel
migliorare le cure. "I questionari per la valutazione delle
funzioni cognitive - ribadisce Thompson - rimangono l'unica
arma oggi a disposizione per stabilire se un soggetto e'
affetto dall'Alzheimer. Per contro con la MRI e' possibile
stimare se i trattamenti prescritti riescono a frenare
l'avanzamento della malattia". Al momento, ricordano gli
esperti, le cure a disposizione possono, infatti, solo
rallentare la progressione della patologia.
(ANSA). | |
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