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ROMA, 4 NOVEMBRE 2001 - Intelligenti si nasce, o almeno una parte molto consistente delle proprie capacità cognitive viene ereditata dai genitori. È quanto è risultato da una ricerca pubblicata nel numero di dicembre di Nature Neuroscience e condotta in collaborazione tra un gruppo statunitense dell' università della California a Los Angeles e un gruppo finlandese dell'università di Helsinki. Secondo i ricercatori l'eredità genetica si farebbe sentire soprattutto sulla corteccia cerebrale, la parte evolutivamente più recente del cervello umano e che controlla le attività cognitive più complesse. E, secondo le mappe genetiche del cevrello messe a punto dai neurologi americani guidati da Paul Thompson, ad essere modellata in massima parte dei geni sarebbero l'area di Broca e quella di Wernike, entrambe localizzate nella corteccia frontale e determinanti nel controllare il linguaggio. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo avere esaminato 40 adulti, 10 dei quali gemelli monozigoti, ossia con l'intero patrimonio genetico in comune, e 10 dizigotici, con il 50% del patrimonio genetico in comune. I risultati dei test e le immagini ottenute con la risonanza magnetica hanno quindi permesso di mettere a punto delle mappe genetiche tridimensionali del cervello, dalle quali gli studiosi hanno dedotto la parte del leone giocata dai geni nell'influenzare le caratteristiche della corteccia frontale. Oltre a determinare quanta parte delle capacità linguistiche e cognitive può essere ereditata, le mappe genetiche potranno aiutare a prevedere la suscettibilità di un individuo a malattie e disordini che colpiscono la corteccia cerebrale.
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