SCHIZOFRENIA: CI SONO DUE
NUOVI MALATI OGNI ORA
Schizofrenia: una malattia che colpisce due
italiani all'ora e ne mantiene imprigionati, nelle proprie
grinfie, 600mila. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS), la schizofrenia colpisce nel mondo una
persona su cento. Tutto comincerebbe con un'onda incendiaria
che, come innescata da un lanciafiamme, si espande a partire
dai lobi temporali del cervello. Lo ha documentato
l'indagine di risonanza magnetica che - dice il dr. Paul
Thompson - ha dimostrato una distruzione progressiva di
tessuto cerebrale che conta e che sarebbe alla base del
disordine nel comportamento e nel pensiero del soggetto
colpito. Secondo il dr. Thompson, molto verosimilmente, il
processo patologico si instaura nel corso dell'adolescenza,
quando il cervello del ragazzo (13-18 anni) perde una pur
modesta porzione della propria sostanza grigia. In questo
frangente entrerebbe in funzione il "lanciafiamme" che
accentuerebbe la distruzione di cellule. Ad innescare la
fiamma potrebbe essere un "guasto" genetico che risponde in
maniera esagerata allo stimolo o che accentua,
all'inverosimile, il naturale svolgersi del processo di
autoeliminazione di cellule divenute "in più". Altre
ipotesi sono la tossica e la virale mentre rimane importante
il contesto socio-economico nel quale il soggetto vive. Un
gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University di
Baltimora hanno evidenziato la presenza di retrovirus nel
liquor del 30% dei pazienti colpiti dalla schizofrenia acuta e
del 7% di quelli che soffrono della forma cronica. In questi
soggetti l'attività dei virus risulta particolarmente elevata.
Secondo la ricerca il 51% di questi soggetti avrebbe avuto un
gatto in casa. Tracce di retrovirus sono state trovate nel
29% di schizofrenici esaminati anche in altri Paesi (Germania,
Svezia). All'VIII Congresso della Società Italiana di
Psicopatologia è stato ribadito che schizofrenia non significa
condanna a malattia a vita e che i disturbi presentati (del
pensiero, difficoltà di gestione delle emozioni, e delle
decisioni, alterazioni nei rapporti con gli altri) possono
essere modulati, attenuati a mezzo di terapia ed intervento
psico-sociale. Da una ricerca su oltre 6.000 pazienti è
risultata efficace una nuova famiglia di antipsicotici che ha,
come capostipite, l'aripiprazolo (buona tollerabilità; riduce
al minimo i sintomi extrapiramidali, gli effetti della
sedazione e non provoca significativo aumento di
peso). n.
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