04 marzo 2003 CRO_ITALIANE Page 12
  
BackHomeForwardPDF format


SCHIZOFRENIA: CI SONO DUE NUOVI MALATI OGNI ORA

Schizofrenia: una malattia che colpisce due italiani all'ora e ne mantiene imprigionati, nelle proprie grinfie, 600mila. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la schizofrenia colpisce nel mondo una persona su cento. Tutto comincerebbe con un'onda incendiaria che, come innescata da un lanciafiamme, si espande a partire dai lobi temporali del cervello.
Lo ha documentato l'indagine di risonanza magnetica che - dice il dr. Paul Thompson - ha dimostrato una distruzione progressiva di tessuto cerebrale che conta e che sarebbe alla base del disordine nel comportamento e nel pensiero del soggetto colpito.
Secondo il dr. Thompson, molto verosimilmente, il processo patologico si instaura nel corso dell'adolescenza, quando il cervello del ragazzo (13-18 anni) perde una pur modesta porzione della propria sostanza grigia. In questo frangente entrerebbe in funzione il "lanciafiamme" che accentuerebbe la distruzione di cellule.
Ad innescare la fiamma potrebbe essere un "guasto" genetico che risponde in maniera esagerata allo stimolo o che accentua, all'inverosimile, il naturale svolgersi del processo di autoeliminazione di cellule divenute "in più".
Altre ipotesi sono la tossica e la virale mentre rimane importante il contesto socio-economico nel quale il soggetto vive.
Un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora hanno evidenziato la presenza di retrovirus nel liquor del 30% dei pazienti colpiti dalla schizofrenia acuta e del 7% di quelli che soffrono della forma cronica. In questi soggetti l'attività dei virus risulta particolarmente elevata. Secondo la ricerca il 51% di questi soggetti avrebbe avuto un gatto in casa.
Tracce di retrovirus sono state trovate nel 29% di schizofrenici esaminati anche in altri Paesi (Germania, Svezia).
All'VIII Congresso della Società Italiana di Psicopatologia è stato ribadito che schizofrenia non significa condanna a malattia a vita e che i disturbi presentati (del pensiero, difficoltà di gestione delle emozioni, e delle decisioni, alterazioni nei rapporti con gli altri) possono essere modulati, attenuati a mezzo di terapia ed intervento psico-sociale.
Da una ricerca su oltre 6.000 pazienti è risultata efficace una nuova famiglia di antipsicotici che ha, come capostipite, l'aripiprazolo (buona tollerabilità; riduce al minimo i sintomi extrapiramidali, gli effetti della sedazione e non provoca significativo aumento di peso). n. sim.