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MILANO -
Fotografata per la prima volta la
schizofrenia. O meglio, il suo progredire nel cervello come una "onda
incendiaria" che distrugge la materia grigia e che si allarga, a partire
dai lobi parietali, a tutta la scatola cranica. Tutto questo nel giro di cinque
anni, e ad una età che raramente è superiore ai vent'anni.
Lo
straordinario esperimento è stato compiuto all'Ucla, University of California
Los Angeles, utilizzando immagini ottenute con la risonanza magnetica, ed
elaborate grazie a un nuovo sistema di analisi che identifica anche cambiamenti
minimi nella struttura del tessuto.
"È la prima volta in assoluto che si
riesce ad ottenere una rappresentazione visuale dell'espandersi della malattia
nel cervello - ha dichiarato il professor Paul Thompson, neurologo,
coordinatore di tutta la ricerca - Noi scienziati abbiamo spesso dibattuto,
e a lungo, sul fatto che la schizofrenia potesse essere legata a modificazioni
fisiche al cervello. Adesso ne abbiamo addirittura il film: una perdita di
materia grigia almeno del 10 per cento, che comincia sempre in una piccola parte
della regione parietale, area connessa alla funzione del pensiero logico". Da
qui "come un'onda dinamica di cambiamento", o meglio come "un incendio che si
propaga nella prateria", la distruzione del tessuto cerebrale progredisce sempre
più velocemente, interessando aree chiave, come quelle del movimento e
dell'udito. Naturalmente, i pazienti con i danni maggiori sono anche quelli che
mostrano i peggiori sintomi: allucinazioni, pensieri bizzarri e psicotici,
depressione, illusioni.
Tutto questo ha in genere inizio in età
giovanissima, nell'adolescenza e comunque sotto i vent'anni. La ricerca, i
cui risultati sono stati pubblicati sugli autorevoli Pnas, cioè i
Proceedings of the National Academy of Sciences, ha riguardato 12 soggetti
che hanno cominciato a mostrare sintomi di schizofrenia intorno ai 12/13 anni:
per cinque anni di seguito sono stati sottoposti alla risonanza magnetica,
insieme con altrettanti coetanei in perfetta salute, ed è in questo modo che si
è potuta verificare, insieme con l'avanzare della malattia, la progressiva
"distruzione" della materia grigia. "Grazie a questa scoperta abbiamo finalmente
il modo di diagnosticare, per esempio in presenza di una psicosi, l'eventuale
sviluppo della schizofrenia. E forse intervenire in tempo, con farmaci
specifici, per rallentare la malattia", dice Thompson.
La schizofrenia è
un complesso disordine cerebrale le cui cause restano sconosciute. Si manifesta
comunque in gioventù, ed ha certamente origine genetica, dal momento che è
frequente la familiarità, cioè la presenza di ammalati in uno stesso gruppo
familiare. Hanno comunque anche un ruolo fattori esterni, ambientali o
traumatici.
Una curiosità, infine. Nel corso della ricerca all'Ucla ci si
è resi conto che, comunque, nei giovani in buona salute fisica e psichica si
verifica, fra i 13 e i 18 anni, una progressiva anche se ridotta perdita
di materia grigia. Circa l'uno per cento all'anno. "Potrebbe dunque anche essere
possibile che la schizofrenia abbia origine quando questo processo naturale, per
cause che ancora non conosciamo, viene alterato". (a cura di www.saluteitalia.net)
(27
SETTEMBRE 2001) |