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Droghe e alcol danneggiano per sempre le menti

Il comportamento di sfida e ribellione dei teenager non dipende da sbalzi ormonali, come si è creduto fino a ieri, ma da repentini, e spesso drammatici mutamenti del loro cervello ancora in evoluzione. Non solo. La qualità degli stimoli cerebrali - o l’assenza degli stessi - cui vengono sottoposti i ragazzi tra i 12 e i 18 anni determina che tipo di individui saranno da adulti. Lo afferma uno studio realizzato da due neuroscienziati americani e pubblicato ieri sulla prima pagina del Washington Post . Mentre studiavano un gruppo di teenager del tutto sani e normali, Jay Giedd e Paul Thompson hanno notato un strano fenomeno: il cervello dei loro soggetti mutava in maniera inaspettata nella fase tra l’adolescenza e la maturità.
«I cambiamenti più radicali della pubertà sono stati individuati nel lobo frontale del cervello - spiega Giedd - cioè nell’area considerata cruciale per le funzioni mentali avanzate quali il ragionamento, la decisionalità, il comportamento sociale e l’autocontrollo». «Se i nostri figli hanno la tendenza a comportarsi in maniera più irragionevole e rischiosa di noi - lo incalza Thompson - la spiegazione va cercata nel terremoto invisibile che avviene nella loro corteccia prefrontale».
Ma l’aspetto più rivoluzionario dello studio è forse un altro. Nel fotografare la materia grigia dei teenager i due scienziati hanno stabilito che il tipo di stimolo o «nutrimento cerebrale» loro somministrato determina se saranno in grado di costruire le strutture e connessioni necessarie, più tardi, per evolversi in adulti intellettualmente sani ed avanzati.
«Se questi giovani leggono molto, studiano musica e fanno sport, il loro cervello viene plasmato in un certo modo - puntualizza Giedd - se invece trascorrono tutto il loro tempo tra videogiochi e programmi tv, esso sarà per sempre cablato in un’altra direzione, meno intricata e più debole». I giovani che decidono di sperimentare droghe ed alcool, secondo questa teoria, rischiano di compromettere il proprio cervello non solo a breve scadenza ma per il resto della vita.
Non tutti però sono d’accordo con lo studio, l’ultimo di una serie di ricerche che riconducono la ribellione giovanile non più agli ormoni ma al cervello. «Il comportamento sempre più irresponsabile e fuori controllo della nostra gioventù induce molti scienziati ad arrampicarsi sugli specchi - punta il dito John Bauer, presidente della James S. McDonnell Foundation specializzata in ricerche sulla cognizione neuro-scientifica - si tratta di stereotipi assurdi e privi di base scientifica».
L’improvviso interesse per il cervello dei teenager ha soppiantato un’altra moda secondo cui il cerebro dei neonati è una carta assorbente che va iperstimolata. La tesi, più tardi smontata da autorevoli studi, ha arricchito molta gente in America, dove frotte di genitori ansiosi si sono precipitati ad acquistare gli innumerevoli baby-gadget.
Ma Giedd e Thompson difendono il loro studio. «I fatti mostrano che la materia grigia raggiunge lo spessore più alto durante la pubertà - sottolineano - e che tale materia grigia fluttua in diretta relazione all’apprendimento. Aumentando o diminuendo la complessità delle connessioni neurologiche a seconda degli stimoli ricevuti». La tv e i videogame non distruggono insomma il cervello - come ripetono molti genitori esasperati ai propri figli - ma di certo lo rendono più stupido.

Fonte: Corriere della Sera